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Cos’é un gioco di narrazione (Storytelling)


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Chi non ha mai sognato di diventare uno scrittore, di girare un film narrando le avventure di un eroe, o di creare nuovi universi immaginari? Sarà capitato a tanti, e tanti avranno desistito da quello che a prima vista sembra un compito davvero arduo: occorrono creatività, fantasia, tecnica. Eppure, forse non lo sapete ma è possibile vivere quest’esperienza semplicemente prendendo parte ad un gioco, più precisamente ad un gioco di narrazione o storytelling. Pensate sia difficile? Niente paura: è qualcosa alla portata di tutti.

Cominciamo dal principio: cosa vuol dire storytelling? Letteralmente significa “raccontare una storia”. Ed è proprio ciò che si fa durante la partita: si diventa narratori, creatori di mondi fantastici e di storie avvincenti, dando libero sfogo all’immaginazione. Ma attenzione: anche se, in un certo senso, tutti i giochi raccontano una storia, è solo in alcuni che la narrazione diventa l’elemento centrale dell’esperienza ludica.

Giochi di ruolo
Il primo esempio di quest’idea si ritrova nei “giochi di ruolo” tradizionali. Nei più noti titoli del genere i giocatori interpretano il ruolo di guerrieri, maghi o elfi all’interno di un mondo virtuale, creato appositamente dal più esperto del gruppo, il Master, una sorta di arbitro che ha il compito di ideare un’avventura e arricchirla di mostri, labirinti ed ostacoli con i quali i giocatori dovranno confrontarsi. Il meccanismo principale del gioco è semplice: il master comincia col descrivere una scena, e i giocatori a loro volta descrivono le reazioni dei rispettivi personaggi agli eventi.
Giochi come questo consentono una grande immedesimazione, ma hanno il difetto di attribuire il “potere narrativo” ad un’unica persona , il Master appunto, sul quale ricade tutta la responsabilità di creare una buona storia, mentre gli altri partecipanti hanno un ruolo più subordinato.

Giochi da tavolo e di carte
A differenza dei giochi di ruolo, i giochi storytelling da tavolo e di carte cercano di alleggerire il carico del singolo giocatore distribuendo tra tutti i partecipanti il compito di contribuire alla storia. Perché questo possa avvenire mantenendo il flusso di gioco scorrevole e naturale, il sistema di regole deve agire su due aspetti principali: gli spunti creativi e la struttura.
Gli spunti creativi sono tutti quei fattori che supportano i giocatori nella narrazione, fornendo loro idee e suggerimenti su come iniziare, sviluppare e concludere una storia. Spesso questo ruolo è ricoperto da apposite carte speciali, sulle quali sono presenti immagini evocative, archetipi, raffigurazioni tipiche delle fiabe o a carattere magico-simbolico. L’idea di base è che il giocatore, osservando l’immagine presente sulla carta, possa facilmente immedesimarsi nella situazione narrativa ed esprimersi in piena libertà, fornendo il proprio contributo alla narrazione. E’ fondamentale, perché questo possa avvenire senza intoppi, che lo sforzo richiesto al giocatore sia minimo: chi prende parte ad un gioco, infatti, non possiede certo la tecnica e le competenze di uno scrittore, e desidera soltanto rilassarsi prendendo parte ad una storia, anche se con un pizzico di interattività.
Per quanto riguarda il secondo aspetto, la struttura del gioco, questa interviene a dare forma a quello che altrimenti diventerebbe soltanto un confuso accavallarsi delle idee enunciate dai partecipanti. La struttura stabilisce in che momento ciascun partecipante può intervenire nella narrazione e in che misura può modificarne l’andamento, eventualmente contraddicendo ciò che un suo avversario ha dichiarato prima di lui. Inoltre se il gioco ha un carattere competitivo, cioè se i giocatori non si limitano a creare una storia per il puro piacere di farlo ma sono anche in gara l’uno contro l’altro, allora il regolamento deve delineare la forma di questa competizione. Ci sono almeno due possibilità: nei giochi “a votazione” ciascun partecipante ha la possibilità di esprimere un giudizio sul contributo narrativo fornito dall’avversario, cosicché vincerà la partita il giocatore “più convincente”, cioè quello che avrà collezionato il maggior numero di voti; nei giochi “a indovinare”, invece, l’enfasi si sposta dalla capacità di narrare a quella di interpretare degli indizi: lo scopo è infatti quello di individuare alcuni elementi della storia nascosti a tutti tranne che al “narratore”, ruolo che generalmente passa da un giocatore all’altro nel corso della partita.

Esempi di giochi
Passiamo ora rapidamente in rassegna alcuni dei titoli più noti del genere sorytelling.
Nel gioco di carte C’era una volta, ciascuna carta raffigura un archetipo a tema fiabesco (il castello, la spada, la principessa ecc.). I giocatori raccontano un’unica storia condivisa, utilizzando le carte come spunti, e il tutto avviene “in tempo reale” per cui il vincitore è colui che per primo si libera di tutte le carte.
In Story Cubes i protagonisti sono invece un set di dadi speciali, sui quali compaiono dei simboli ispiratori. Il gioco consiste semplicemente nel lanciarli ed utilizzare i risultati in modo creativo, costruendo una storia che appaia quantomeno credibile.
In Dixit ci sono invece carte molto grandi, dal carattere più onirico e surreale. Il “narratore” di turno ne cala segretamente una dalla propria mano, assegnandole una descrizione, e ciascuno dei suoi avversari fa altrettanto scegliendo una carta attinente all’indicazione fornita. Dopo aver mescolato le carte selezionate, l’obiettivo sarà indovinare quella del narratore.

Storytelling nel catalogo di Planplay
Il gioco di storytelling Mood X, edito da Planplay, è un concentrato di quanto detto finora. Anche qui abbiamo un mazzo di carte di grande formato, ciascuna raffigurante due personaggi su uno sfondo fantastico. Il giocatore di turno deve immedesimarsi nell’uno o nell’altro, secondo quanto deciso da un suo avversario, mentre un terzo giocatore narrerà una situazione immaginaria, lasciandosi ispirare dall’illustrazione. Il termine della narrazione segna il momento del mistero e della sfida: come si sentirebbe il giocatore di turno nella situazione appena descritta? Questi risponde segretamente alla domanda selezionando uno “stato d’animo” da un’apposita ruota; il compito di tutti gli altri sarà quindi indovinare lo stato d’animo scelto, o almeno avvicinarsi ad esso il più possibile.

Conclusioni
Per essere arrivati fin qui vuol dire che siete senz’altro incuriositi, e allora … cosa state aspettando? Siete pronti a diventare scrittori, sceneggiatori, registi di mondi fantastici? Siete disposti a lasciare libera la fantasia, a immergervi nelle suggestioni che i vostri compagni di tavolo vi porgeranno, e ad esercitare l’intuito interpretando indizi e suggerimenti? Se la risposta è sì, non esitate: i giochi di narrazione stanno aspettando proprio voi.

Articolo scritto da Walter Nuccio.

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